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IBL verso deriva statalista?

Non so se sia un bene o un male, ma l'IBL sembra faccia parte ormai del potere costituito, anziché combatterlo si inserisce nei gangli del parastato. 

Vengono spacciati papers tra i cui autori spiccano nomi che non convincono.
Ad esempio Marco Ponti, fautore di un interventismo puro, uno che vorrebbe far pagare la benzina 5€ al litro, che sostiene il salario minimo, apprezza Keynes ed elogia le politiche del New Deal.
Sicuramente a proposito di economia dei trasporti è molto preparato, ma siamo sicuri che soluzioni basate su price cap e autorità garanti in generale siano liberali?
Non vorrei che l'IBL fosse stato contaminato dal democristianismo tipico italiano e avesse iniziato a proporre soluzioni in stile Giavazzi che sanno tanto di pseudo-liberalismo neostatalista.
Spero davvero di sbagliarmi, soprattutto per la stima che nutro nei confronti dei fondatori di questo think tank.

Pubblicato il 2/7/2011 alle 14.54 nella rubrica Diario.

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