Blog: http://salentolibero.ilcannocchiale.it

...

Una cosa hanno in comune politici e burocrati: l’ideologia dell’intolleranza. Non possono sopportare che gli altri uomini pensino diversamente o vogliano qualcosa d’altro. Ritengono la loro ideologia più importante del destino dei cittadini del fatto che i cittadini hanno problemi che con la politica possono essere risolti. Ideologi non portano avanti la nostra esistenza; risolutori di problemi, di questo abbiamo bisogno, la classe media, la borghesia con misura e mezzi, con buon senso e con cuore di questo abbiamo necessità. Noi libertari asseriamo che siamo tutti uguali solo davanti alla legge, ma per il resto siamo molto diversi uno dall’altro ed ognuno ha il diritto di trovare la propria via alla felicità.

Dobbiamo sentirci dire che noi libertari pensiamo solo alla riforma fiscale e al nostro modello di sanità. Quante stupidaggini. In Italia, ma anche nel resto d’Europa, il super ricco può cercarsi nel mondo lo Stato dove più gli conviene abitare, dove paga meno tasse; chi è veramente ricco non è confrontato con la catastrofica situazione del sistema sanitario,  può garantirsi le migliori prestazioni mediche in assoluto nel mondo. Per il povero, che nulla ha, certo che lo stato alla fine in qualche maniera interviene. Ma cosa succede ai cittadini che hanno un po’ meno di tutto e più di niente? Per queste persone si ingaggiano solo i libertari. 47% dei cittadini italiani produce il 94% delle entrate fiscali dello Stato. Queste sono dinamiche che non possono funzionare. Non possiamo continuare ad aumentare il carico di chi tira il carretto. Questa è la base del nostro ragionamento e per cui è indispensabile, urgente e irrimandabile una riforma fiscale: deve tornare ad essere conveniente lavorare. Prestazioni devono convenire e chi lavora deve permettersi di più di chi non lavora, altrimenti non vi è giustizia sociale.

Pubblicato il 10/6/2010 alle 12.54 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web