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morire per delle idee

Il bombardamento si sta facendo sempre più insistente nelle ultime settimane, iniezioni conformanti di pensiero mainstream che arrivano ad essere quasi letali. Il clima sta cambiando ed è colpa dell’uomo. Inutile provare ad asserire il contrario o si entra nella cerchia di chi vuole sempre più cemento a ricoprire gli ultimi sorsi di vegetazione.

In prima fila in questa campagna di lavaggio dei cervelli e scuotimento delle coscienze e terrorismo psicologico ci sono i più autorevoli organi di informazione, primo fra tutti per la carta stampata il corriere della sera, che dopo le astruse argomentazioni di un sempre più arteriosclerotico sartori impedisce al da quest’ultimo chiamato in causa emilio gerelli di vedere pubblicata la propria risposta al catastrofismo moralista figlio di geni superiori del costituzionalista osteoporotico.

Oltre al succitato gerelli provano a far sentire la loro voce antonio martino, carlo stagnaro e altri personaggi legati al mondo culturale liberista.

Affermare che il clima stia cambiando potrebbe anche essere accettato, al di là del fatto che ultimamente sono sorti forti dubbi sulla veridicità della cosiddetta “hockey stick” che sta ad indicare un forte innalzamento della temperatura terrestre da un certo periodo storico in avanti, anche se bisognerebbe capire bene cosa si intende con “cambiare”; ovvero se si intende che avvengono fenomeni che mai sono avvenuti sul globo terraqueo, in questo caso mi sembra un’affermazione priva di un qualsiasi minimo buon senso, ovvero se invece si vuole far osservare come all’interno di una naturale evoluzione del clima, rispetto ad un precedente periodo caratterizzato da una sostanziale omogeneità climatica, si possono notare parziali fattori di disomogeneità più o meno evidenti. In quest’ultimo caso si potrebbe anche discutere. Ma data pure per buona questa tesi si dovrebbe dimostrare ora che l’attività antropogenica giochi un ruolo così fondamentale nel cambiamento climatico che una piccolissima e parziale riduzione dell’input di gas serra prodotti dall’uomo nell’atmosfera possa aiutare il colonnello giuliacci a sbagliare meno del solito le previsioni meteorologiche.

A questo punto intervengono studi e ricerche prodotte da istituzioni scientifiche vicine al mondo politico che, mettendo in risalto e dando più valore a determinati risultati anziché ad altri, cercano di dimostrare quanto suddetto. Esistono poi anche altri studi che portano all’attenzione dati più che discutibili finalizzati all’ideologico scopo di dare rigore ad una teoria che risulta essere a stento un’ipotesi.

Ma data assurdamente per buona anche questa ipotesi, la soluzione più logica non sarebbe certo quella di bloccare qualsiasi forma di attività umana, totalmente, costringendo alla miseria gran parte della popolazione, parzialmente, costringendone alla fame la parte più povera e debole; ma si dovrebbe al più capire con la miglior precisione possibile a quali fenomeni si andrebbe incontro e quali contromisure sarebbe possibile prendere per difendersi da questi.

Naturalmente già dopo aver dato per buona la prima ipotesi siamo caduti nella fantascienza. Ma, come esistono persone possedute dall’ideologia statale che sono felici di pagare le tasse o lo ritengono un dovere, così bisogna addentrarsi fino allo stesso livello di fantascienza nel contestare affermazioni portate avanti col favore e col fervore della classe politica.

Pubblicato il 22/1/2007 alle 18.38 nella rubrica Diario.

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